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Poesia

sei aria, una riga vuota che si fa stretta
un sorriso di brina fiacca ogni ricordo
la tua testa rubia insieme al mare

è un corpo lontano e non ha più odore
scelgo parole il foglio più bello
dove baciare la fronte amara
quietare l’acqua che consuma la schiena
un angolo bianco dove lasciarti morire
ad occhi chiusi senza troppo dolore
soffoco labbra ancora umide
e non mi è concesso rimorso

restano piaghe asciutte
il torpore che sa possedermi
se dimenticare mi ha reso inutile
non sogno più di lacerarti la pelle
è un piacere sottile ascoltarne il fruscio
perché ho tra le mani la forza
di stringerti carta in un pugno
che si aggrinza, buttata lì


Dedicata

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