12

Principe n. 12

l’undicesimo rantolava su specchi umidi
a guardarlo, guardarmi dentro giunto all’osso e una rosa
dirsi guardati, arrangiati, baciami

il principe n. 11 è rotondo quando mangio
e non dorme se balia di me folle insonne
amorini a scrocchiarsi le dita
contano l’ordine estremo in due palmi
dell’ottavo presi il naso, una caviglia
e del quinto conservo il silenzio, quelle fratte
da lì vedo anche il mare, buio e cicale senza fiato


il terzo bluff era agognato
rubava arance e masticava – gelsomini col disgusto
donne profumate poi scartate dal cavalocchi innamorato

Primo aveva capelli rossi – così incompiuto
correva, lui correva
piaghe in somme fanno 12, tesoro
di mani ignoranti che schiudono
mi restano aperte, mi restano nude

Salvatore Leone 2014

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