V

bn

Vanesio

ad esibire la pelle
brevi mosse allo specchio
la mano sul fianco – solleva il mento
ordine di un getto corvino

lecchi la fronte immobile

addolora vederti provato
animale irrequieto
dentro una camicia di seta
coltre disumana al petto
profumo di fatica e cedro

saresti un re
un morbo agli occhi,
tiranno addosso
sciogli perle in angoli usurati

è sano il disgusto delle parti
arrovento al pensiero
di una bestia ingenua
di solito non hai contegno

e se anche Amore fosse incolto
noncurante dell’arcano
devoto – come un mulo


Salvatore Leone 2013

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