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La Belle Époque

Al tempo delle rose malformate
sotto le verghe flessibili dei maestri
si rimaneva immobili col sapore mnemonico
prima della merenda, dopo aver scorticato le ginocchia
in un pomeriggio vuoto da imparare, ripetere all’unisono
senza coglierne anima

fiero dello zero in matematica
di quella forma infinita che ritorna
accarezzavo il biancore dei grembiuli
e i pidocchi saltavano su altre teste

rasati come piccoli naziskin
avevamo addosso il profumo delle bambole
un po’ di colonia – zagara
ed io ero destinato ai primi banchi
perchè avevo pelle chiara
i capelli ancora biondi
destinato a non comprendere
quel tiranno dal sonno leggero

per volare basta muovere le braccia

eppure non eravamo aquile,
per distrarci mentre loro mangiano
allegano utopie
il mare agli uccelli, il cielo alle mante
e noi, un futuro incapace, roseo.

Salvatore Leone 2014

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9 thoughts on “\\\

  1. Un bellissimo ritratto dell’infanzia…mi sono tornate in mente tante immagini del tutto simili/uguali a queste così egregiamente descritte…il profumo di zagara….pensa che ancora uso quell’acqua di colonia..tanto la nostalgia della mia terra! …stupendo brano! Un sorriso.

  2. E’ il ricordo struggente di una scuola che sembra una fiaba ma che è stata da noi vissuta in un tempo duro ma formativo.Una scuola che offriva poco ma che credeva in quel che offriva e che aveva un progetto di società e di valori.
    Ciao Salvatore !

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