IIIIIIII


Un cielo all’ergastolo

le nuvole perseguitate sono più veloci
di altri venti, risplendono bianche
come figlie piene di sole
nessun tratto che vi somigli
nella fuga di quelle martiri albine

calunniate e pallide, ricreano forme
non conoscono nebbie, mangiano luce

nel gioco del silenzio
hai in pugno l’aria
le tue acque, il soffio negato alle braccia
con un giro di frottole
e una strozza sottile
vorresti ingannare
lo scardinarsi degli occhi

tu conosci solo il tuo cielo all’ergastolo

Salvatore Leone 2012

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