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Lo spazio inutile

l’amico magrittiano è ossessionato dalla mia mano
come se fosse del demonio, o quella dell’arcangelo

“tu non dipingi, sei un disertore
non conosci luce, ombra, colore, prospettiva
ottieni un’immagine sottraendo lo spazio inutile intorno”


e del poeta vorrei il negativo
un giustiziere albino dagli occhi rosa
che spieghi il pessimo languore

ne sono nati uomini da macello
ma non si tagliuzza l’aria, non la puoi mangiare

dell’aria conosco lo spazio inutile intorno

Salvatore Leone 2015

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3 thoughts on “—_

  1. E’ proprio vero.
    Noi che scriviamo , dovremmo prendere esempio dagli scultori.
    Essi creano togliendo marmo dal marmo fino a giungere all’essenza, all’essenzialità della forma.
    Anche noi, dovremmo evitare ” il troppo ed il vano “, cercando l’umiltà che rafforza la parola, come alcuni versi intensamente monosillabici del grande Ungaretti

    • Certo Isidoro, ma per me l’essenzialità non è solo levigare forme o togliere, è un urlo semplice o complesso che sia. Se l’umiltà diventa un sintomo di vanità, non è più una forma essenziale. Sta a noi capire. A volte dicono che sono barocco, ma forse l’essenziale è anche lì! 😉

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