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Personae insula

La mia isola è antica sgualdrina
dal seno nudo e le cosce sempre a lutto
trattiene gli umori nell’orizzonte eoliano
sciogliendo tra le mani capelli, un lamento
sazia d’argento e pietre
ha un verbo al finire del canto
vennero da ogni mondo
per baciarle il ventre

questa battaglia tra miliardi di dei
dove vince il solito Nessuno
raggiante d’iride
e ancora tutti al centro colti da pallore
eroi in contumacia

il dovere, i devoti
le prolifere mortificanti, il silenzio
non pensare e non t’inventare
in silenzio prega, spogliati in silenzio
non giocare, non parlare e non guardare
in silenzio gioca, e non pagare
di loro parlerai e all’oro guarderai
solo oro e alloro

preziosi crocifissi, faville rosseggianti
tra villose umidità nell’adagio di un trofeo
coltre adiposa del peccato, vite dilaniate e ferme
ignari reinterpreti di Dio, travisatori e maghi
fedeli irriverenti, chini d’epa, ripugnanti conserve di morte

non camminare, che cadi
non muoverti e non parlare
non guardare e non giocare
ti farai male alle ginocchia
Nulla devi fare


con l’anima di una vedova bianca
rosico unghie
seduto su uno scoglio.

Salvatore Leone 2007

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14 thoughts on “<\

  1. quando ho bisogno di leggere poesia, ti vengo a trovare…e riesco ogni volta a sentirla. Ciao e grazie

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