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Inizio turno

in certe fabbriche
si entra per caso, profumati
d’orgoglio, mare, inerzia dell’alba
un giocattolo appena nato
tra mani devote
una piuma, il filamento
ali malferme su stormi d’uccelli
e acrilico azzurro, col sudore della fronte
giurano solenni

coincide il pezzo, l’occhio
il giro di corda
un getto di plastica rimesso da Dio
le istruzioni per l’aria, un pò d’uso

ed io – fermo
braccia spalancate, sorriso d’ebete
uno spaventapasseri
che piange, si spoglia
altrove

Questo è un omaggio a Tommaso che ringrazio per l’incipit mentre rifletto:
chi sa dove spariranno a mezzogiorno tutti questi uccelli sorpresi
in un ultimo pasto d’asfalto

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