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Quando il vento era argento

ero uno studente grigio di via Cernaia
ondulato, biondo, e la tracolla
di pezza verde – una camminata stramba
poche strade, quante discese
e dicevo buongiorno – buongiorno
nei rumori compiuti del dovere
un persiano finto, sbattuto al sole
sulle ringhiere, che rabbia
la vedova di ogni mattina
appoggiata su una sedia come un pezzo di ceramica
e il lamento insoluto del rosario
sorrideva ai bambini trascinati per le orecchie
nel profumo di pane fresco, immacolato candeggio

tutto il resto aveva il fetore
della sardina, dimenticata altrove
ero uno studente distratto
dicevo buongiorno ai randagi di marciapiede
ad occhi inventati, fuori dalle finestre
sugli ulivi leggeri, quando il vento era argento

Salvatore Leone 2015

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