ò

Del mio esercito

avevo il basco sempre girato
e la mimetica fuori dall’anfibio

del mio esercito ricordo il tenente – biondo
mi sistemava nell’uniforme con le mani
ogni mattina, prima dell’alzabandiera, e nessun biasimo
si abbassava sorridendo, stringeva i lacci
e infine, ordinava la testa

del mio esercito ricordo
la musica del Silenzio
i suoi passi al buio, erano dieci
carezzato sugli occhi
avevo la pace di un soldato
messo a dormire, provato
da uno sfioro estremo

Salvatore Leone 2015

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7 thoughts on “ò

  1. A ritroso nel tempo. Il tempo della spensieratezza, almeno per me. Quanti volti, quante speranze, quanti sogni c’erano dentro i muri di quella caserma. Li ricordo tutti e ogni volta, quando li richiamo alla memoria, avverto una leggera stretta al cuore… E pensare che io non lo volevo neanche fare il militare! Ero un giovane idealista, un po’ anarchico e anche un pochino stronzo a dir il vero. Sai, di quelli con la puzza sotto il naso, che un po’ se la tirano. Non avevo nulla in comune con quel mondo… Ma quel mondo, nonostante la sua rigidità, le sue assurde regole, i suoi limiti, a me è servito e mi ha dato tanto.

    • Condivido il tuo pensiero Francesco, non avevo nulla in comune con quel mondo, ma il servizio di leva era obbligatorio. Un’esperienza che mi ha lasciato tanto, comunque, nonostante tutto. Un saluto, ciao.

  2. Grande originalità, in questo dire peotico, intinto su immagini del passato
    Buon fine settimana e un saluto,silvia

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