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Danzarono
con mani fatte d’olio
asciugate nei vestiti,
chiusero dentro
volate di tabacco e gelsomino
porte, finestre
le martiri accomodate vicino al muro
due, tre capriole, di un uomo
basso, e il giro breve

Ai benvenuti offrirono miele
e conigli in marzapane
orecchie lunghe d’argento rosa
Malvasia che finiva
sulle schiene di giovani
sbadati

A mezzanotte
fermarono gli orologi
le corde pizzicate, i flauti
e la musica tutta
Si spezzarono le ossa
al centro e intorno
un girotondo fisso
che mi guardava
statuine in capodimonte
di bocche unte agli angoli

Ricordo mezzanotte
il consiglio di sparire
in fondo alle scale
sul passamano umido
se nel salone grande
col drappo rosso e le girandole
non sapevo bene, ci andavo
scalzo

Salvatore Leone 2015

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