Appena in tempo

appena il tempo
di chiudere le finestre
luce piegata nel vento mio freddo
e vestirsi, fretta di uno specchio umido
pioggia improvvisa
rapida morte del mio sapore
appena il tempo di un bacio al ginepro
dovrei mordere il cielo
nel secondo del tuo bramare
un graffio perfetto
il tempo che resta, non perdere l’attimo
in cui sorrido, del male che so infliggerti
appena in tempo ad asciugare la fronte

di questo lamento breve
mi è congeniale imprecare
alle tue spalle, un inciso
grande, che sia porpora fedele
di buona memoria, l’infinito 
che ho dispiegato
in quattro e quattr’otto

Salvatore Leone 2016

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