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Me ne sono andato

me ne sono andato in giro
e le mie stupidità
vicine al petto, sembrano fiori
credevo, tu fossi altrove
degustando l’acqua
di un mare lontano, sabbia
un deserto che si porta alla bocca
quando viene meno l’arancio
che si fa sera
e tratto la pelle col ghiaccio migliore
ho sempre immaginato la sera
di trovarti dove non ho mai
saputo piangere
su nuove rocce da inumidire
e il buon lamento di cose bagnate
a saperlo, sarei rimasto fermo
in piedi, braccia lunghe
sui fianchi, ad ascoltare
che tu fossi dietro le mie spalle
sempre e nel sempre del mio vagare
è stata un’eterna insaputa
ora ne giustifico il peso
la camminata buttata su un lato
spiegami se è troppo tardi
ancor lecito
che avvenga, che io possa  voltarmi
di sorpresa

Salvatore Leone 2016

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