Il ragazzo nel parcheggio

il ragazzo nel parcheggio
non ha nome, non lo chiama mai nessuno
aspetta sul ciglio dentro un jeans
stretto stretto, padrone di notte
mezza luna a biasimarlo

ignaro lui com’è, diventa rosso
al primo faro, s’inventa un cerchio fitto
l’odore estraneo di girovaghi perduti
con donne a casa, fretta
di vuotare e poi sbrigarsi
in cerniere che s’inceppano
un attimo prima della luce
di facce bianche che d’un tratto
poi si vedono

il ragazzo nel parcheggio non ha nome
non lo chiama mai nessuno
testato all’incisivo, due pacche al gluteo
è purosangue
quel ragazzo, se non lo chiami
diventa bello, carne da maneggiare
di notte, nelle ore strette poi contate

così ferrato di gelo addosso
idiota senza sole
lucciola abbandonata
ancor gentile da sparire
nella bocca dell’arsura
altro non seppe
nel suo destino di sbracato
sapore esteso che si fa acido

gli è arrivata una soffiata
a volerlo, ci sono cose buone
tempie in un cuscino, lenzuola fresche
un posto fermo dove tornare quando è sera
il profumo di pulito che si azzarda
in pieno sonno

non sapeva di esser bello
rimane fermo, bocca ed occhi
spalancati, di stupore, firmamento

Salvatore Leone 2015

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2 thoughts on “

  1. La chiusa della lirica è davvero notevole,in un contesto che solca profondi pensieri…
    Sempre bello leggerti, un sorriso,silvia

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