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From Jukka Onnela's


Ennio

Da una finestra
al tredicesimo piano
guarda tutti con maniacale
attenzione, sono piccoli
e rapidi, gettati a caso

Ennio non esce
conta passi sul pavimento
grigio, dodici molliche,
ha smesso di collezionare
ansie e gufi, non si pettina più

Un tempo sapeva d’aria
e gote sanguigne
ad ogni gesto un’opera,
quando gli dissero
che si era inventato tutto
rimase lì con faccia inutile

Così raccontano
ch’è andato di testa,
ride dei passanti stretti all’asfalto

La sua finestra
al tredicesimo piano
ha tende leggere
dove pulirsi la bocca
dagli avanzi di ieri.

Salvatore Leone 2013

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