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Mi è giunta voce

mi è giunta voce che lì fuori
non c’è sole né scrupolo
di omini scalmanati
in lungo e largo
incapaci d’intendere e asserire
un formicaio disorientato
che prude sul petto
da ultima Babele
è pur vero che qui
dove trovo rifugio
con gli anni di ragazzo
messo a tacere
è farsi notte gentile
rimango nudo nell’odore
acre, di chi dimentica
le proprie acque
e il mio nome viene
lentamente inumato
con la luna farneticata
a più giri di mano
un tramonto che arrossisce
in piena vergogna

da qui sotto
nel ritorno di mare stagnante
sguazzo un poco demente
le mie parole che andranno
a sorteggio, grasse menzogne
del peggio che ne potranno fare
risaliranno la terra
come petunie tramortite
dallo stridio di qualche nuovo passo

Salvatore Leone 2016

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