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Poi dormono

Da qui sembrano riposare,
mi chiedo se dormono
nelle pose di morti conciati a festa
e il buongiorno prima che sia giorno.
Poco tempo negli occhi
che sotterrano luce, cento figli coi bavagli.
A guardarli così allungati, mi prudono le guance,
visti da qui sono fossa comune
di impronte sulla pelle. Sono tutti coloro
che mi hanno toccato dicendo il mio nome
prima di accasciarsi. Ed io rimango senza rumore
addestro il movimento, ogni passo
a non destarne le spoglie, adoro
la manata sul collo. Forse mi è bastato
cadere, essere una cosa ritrovata
nella gioia delle rocce, fiore caduto
dalle mani di qualcuno.
Da qui sembrano buttati a terra,
mi chiedo se ammazzati
oppure d’accidia nei vestiti brutti
della Domenica.

Salvatore Leone 2017

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4 thoughts on “

  1. Una tristezza molto accentuata in questo tratto poetico, che si distingue per una speciale
    raffinatezza del lessico
    Buon fine settimana e un saluto, Sal.silvia

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