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Rosso imbroglio

Al colpo inferto e la grazia
parlate di fiori che abbelliscono,
del grido che mi profuma le costole.
Avete appigli di corallo,
rose completamente sbocciate
all’addome, che nessuno teme o pianse.
Vi venisse il dubbio del sangue
rosso imbroglio che si posa alle mani
ciliegie a bocca di morto.

Sono qui a pregiarmi di voglie al collo
notti che non ho saputo scuoiare
per un po’ di luce, una schiena da mettere
a giorno

Non mi piacciono i nomi che date ai fiori,
li avete presi ai morti.
Alle rovine della tempia nell’acqua
e voi che mi chiamate.

Non credo agli scarlatti sui polsi,
alle croci di Maggio,
cieli che cadono dissanguati,
a voi che correte vantandovi
dei bei tramonti.

Eppure, dagli anemoni che bucano
il ghiaccio sporco degli occhi,
le folate addolciscono le guance
senza che nessuno cada in disgrazia
o che si faccia male.

Senza che nessuno bruci.

sl2018

5 thoughts on “ss

  1. A parte il testo sempre così intenso, disperato e appassionatamente cruento, le immagini che scegli sono straordinarie! Questa mi fa pensare ad Alma Tadema…
    Visto mai l’opera”Le rose di Eliogabalo”?

  2. A volte le parole degli altri veramente dicono poco di noi… ma se non le usassimo sarebbe molto più difficile (anche se forse non impossibile) venir capiti.
    E quell’imbroglio rosso – chissà – diverrebbe più scuro ancora.
    Complimenti.

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