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Alle spalle di Alicudi

Credevo che i giganti mi sentissero
anche da lì, alle spalle d’Alicudi, dove finisce il mare.
Troppo giovane per gridare lontano, chiedere alghe d’oro
alzando braccia d’azzurro che mente.
Sapevo della pece sui gomiti, degli abbandoni alle pietre,
lamenti che diventano inni, o delle mani fatte di sale.
Mi chiedevo cosa ci fosse di così divertente
a giocare nel mare, nei gridi spensierati delle feste più calde,
come avrei potuto sorridergli.

Speravo che i giganti mi sentissero
anche da lì, dove l’acqua sanguina tramonti.
Che gli dessero la colpa.
Troppo giovane per mandare Bronte
a spaventare il mare che si prende tutto
e restituisce il cattivo odore
dei silenzi alla conchiglia, brezza più cruda
che si ferma addosso.

sl2019

5 thoughts on “,

  1. bella (nel senso che è scritta molto bene), emozionante, vissuta, cosa posso chiedere ancora alla lettura di un brano di buona poesia, niente: rubo, ovvio

  2. Pingback: Gioielli Rubati 35: Salvatore Leone – Bianca Bi – Tiziana Pizzo – Antonio Bianchetti – Janine Bonifacio – Tramedipensieri – Vicente Vives (Tin) – Giuditta Michelangeli. | almerighi

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