15 ott

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Quando una mano odora di gelsomino
e l’altra sa di cenere e fuoco
non vanno giunte in preghiera.
Lasciamo intatte lontananze di sguardi
scostiamo la luna dall’impero del sole.
L’argento della schiena dall’oro dei ginocchi.
Quando i palmi si carezzano l’un l’altro, apriamo
fiori neri che si bagnano nel diluvio promesso
e lo scuro.
Che mai si tocchino le nostre tempie
manteniamo precise distanze, guardando basso.
Voleranno cento aquile in luce che sposta
gli occhi, aria che accoglie il canto
da una cima fredda all’altra.
Se ogni volta che mi hai tenuto i polsi
nelle lenzuola bianche della disgrazia, si ė ribaltato
il cielo, e cento volte ha piovuto sangue.

sl2019

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