* E’ doveroso condividere il post di Brunella sulla questione del diario maschio.

“Scena raccapricciante ed emotivamente forte. Bimbo di 7-8 anni in libreria sceglieva tutte cose da bimba, o comunque libri rosa. I genitori che lo spingevano a scegliere cose da “maschio”, coinvolgendo anche me nella questione. Groppo alla gola e occhi pieni di lacrime. Potrebbe essere anche solo una fase, una curiosità… Ma contrapporsi così, che male al cuore”.

Brunella

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La mia poesia è un break silenzioso, un momento di pausa, riposo
ben distinto dalle finzioni che circuiscono l’anima
cinque minuti privi di pudore per dire come sta il mio cuore
come stanno le cose qui dentro, e lì fuori.
Non voglio che sia un altro errore, un’altra farsa da imparare
lasciatemi sbagliare mentre scrivo, lasciatemi farneticare
voglio farmela un po’ addosso.
Non amo i poeti spavaldi che incontro, quelli che rimano col sorriso cinico
terrorizzati dai sentimenti buoni, perchè le stelle insieme alla luna
sarebbero patologie, un bagnarsi arcaico.
Hanno imparato a tagliare versi come fossero cotechino
tanto che non li distinguo, quale sia uno, quale sia l’altro.
Arrangiano strofe, sono gli Indiana Jones del salotto, ti puntano coltelli
poco affilati, forse hanno sprecato troppe parole d’amore
spremendo ogni termine concesso senza averlo mai vissuto.
Al poeta spavaldo e cinico, gli farei così male, nelle posizioni più abiette
improbabili, urlerebbe poesia.
La mia poesia è la sfida di raccontarsi deboli
di quanto un uomo abbia bisogno di due patetiche righe ogni tanto
per essere un uomo, per dirvi come si sta qui dentro, e lì fuori.

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Dio c’entrava poco

Il sacramento del matrimonio non è stata un’idea di Dio, non lo ha mai detto, non sa parlare e nè scrivere, ma lo ho ha improvvisato l’uomo al tempo dei tempi, per organizzare, mettere ordine nelle relazioni tra le persone, in modo che si responsabilizzassero le une verso le altre, nel costituire famiglie con figli che avessero dei tutori. Dio, con la barba bianca e lunga, non sapeva nulla del “matrimonio”, pertanto la chiesa cattolica non dovrebbe appropriarsi del termine in modo egoistico e definitivo, perchè è l’uomo che parla, legge, scrive e propone. Detto questo è difficile credere che l’unica unione “fattibile” sia quella tra un uomo e una donna, perchè anche due pinguini maschi si accollano l’uovo se necessario. L’uomo organizza, si reinventa sulla base delle proprie esigenze e responsabilità. Dio c’entrava poco. Sposatevi se ne avete voglia, oppure siate gentili.

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Passerà, strapperemo questo capitolo di storia dove nessun uomo ha un bel nome. Vogliono uniformarci tutti, al cospetto di pochi e di chi. Noi non siamo tutti uguali, abbiamo infinite risorse, solo un sorriso non può distinguerci