v

sans-titre

Con gli occhi al cielo

non tutti hanno stessi occhi
alcuni discostano nuvole come falchi
ammaliati dal sole, empi d’azzurro
volano ingoiando luce
brina assolta di cime innevate
languore oculato su piccole prede
sfiancate d’erba umida
un’eco lamenta l’alba con i suoi martiri

altri hanno la gioia dell’infinito grigiore
un prato fitto al temporale
se l’incarnato annacqua le schiene
e l’aria romba con i suoi corvi

gole precipitate dentro una roccia
ritraggono vita, rifiuto di membra
ombre a supplicare il cielo
un tremore al collo morsicato
sottile pena che dimena

forse è Dio – che mi bacia

Salvatore Leone 2014

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