*


Vestimi

vestimi di rose almeno
se il pudore concia
queste mura bianche

è il rossore del tuo morire
che mi trattiene i polsi
braccia spalancate
su lenzuola ancora umide

non vedo il tuo respiro
così vicino agli occhi
racconta delle mante perseguitate
al rombare del faro
i ciliegi nascosti nella terra dei roghi
quel sorriso fastoso alla bocca

come una piovra
che disordina il petto
sei circostanza
di mia sacra indecenza

Salvatore Leone 2013

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6 thoughts on “*

  1. caro Salvatore è la passione che ci rende liberi di essere veramente noi, senza saremmo involucri. Nei tuoi scritti la percepisco viva e profondamente intensa. In questa poesia inoltre è come se la condividessi. Ciao

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