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L’odore terra terra

Salivo a bordo e morivo,
salivo sulle tue spalle
aprendomi falena i polmoni
aprendomi con le mani il cielo
che si è macchiato di umide colpe.
Appeso al collo nudo
pesavo un goccio d’acqua, foglia
d’arancio caduta, filo d’erba
piegato ai diluvi fatti col sole
brucente, pesavo uno sfioro.
Salivo a bordo respiro
gridavo come l’aquila giovane,
bevendo da tramonti feriti,
presi il mare lo nascosi,
con le buone o le cattive
il sole, Venere in un pugno di luce,
non mi avanzò nulla dell’alba e del fuoco.
Fui avido, sciupa bocche
non lasciai nulla a Dio, neanche un morso
di buio, neanche l’odore terra terra
che avrebbe avuto.
Il rosso della ciliegia al palmo la stigmata
che imbellettava labbra finite in disgrazia.
Di tutte le rose sbattute ai muri
non vi ho lasciato nulla,
nemmeno la santa ragione
nemmeno occhi per piangere
guardare.

sl2018

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