8

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G.4

Aspettavamo che le mani
si incrociassero per sbaglio
sotto grandi tavoli di legno
e la baldoria intorno sgraziata
di tremori. Aspettavamo
quel taglio nel petto
ad occhi larghi
mare detenuto sui ginocchi.
Aspettavamo faccia a faccia
strazio bianco di ginestre.
Avrei baciato l’epilogo dei fiori,
silenzi ammaestrati, e vino stanco
di sere inchiodate muri muri.
Noi che ci siamo abbassati
a tempo di doglia, fermi al pianto
così in terra, non sappiamo dire
dell’acqua e delle ossa.
La tua bellezza moribonda
consumava gole, ai polsi
di nomi che mai si sappiano
a disonore della luce.
Aspettavamo che morissero tutti
nelle nostre giovani mani,
ad una ad una
stelle orride che ci promisero,
Il nostro sole di novembre
non ama plausi le rose
aveva il buon odore del parto
e del cordoglio, fiato
che t’impugnava.

sl2018

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